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Coopera - COVID19
27/05/2020
COVID-19: il Decreto Rilancio per il Terzo settore (parte prima)

Con il tanto atteso Decreto Rilancio (DL 19 maggio 2020, n. 34) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, si ampliano le misure disposte dal Governo per far fronte all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Tra i 266 articoli che compongono il decreto, sono contemplati una serie di aiuti specificatamente rivolti direttamente agli Enti del terzo settore ai quali si aggiungono una serie di norme che, seppur indirettamente, riguardano gli enti, o i dipendenti o i volontari che operano in organizzazioni non profit.

Una particolare attenzione è stata rivolta al Terzo settore nel Sud della penisola al quale è stato dedicato l’articolo 246 intitolato “Sostegno al Terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno”.

In base a tale articolo vengono concessi contributi al Terzo settore al fine di rafforzare l'azione a tutela delle fasce più deboli della popolazione colpite dalle conseguenze dell’epidemia in corso.

Le regioni interessate dai contributi, le cui risorse provengono dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Lo stanziamento previsto per il 2020 è pari a 100 milioni di euro, di cui 20 milioni riservati a interventi per il contrasto alla povertà educativa, mentre per il 2021 sarà pari a 20 milioni di euro.

Il secondo comma dell’articolo stabilisce la modalità di concessione del contributo che sarà nella forma di sovvenzione diretta per il finanziamento dei costi ammissibili e a seguito di selezione pubblica. Potrà inoltre essere cumulato con il sostegno proveniente da altre fonti per gli stessi costi ammissibili.

Le attività per definire le finalità degli interventi da finanziare, i requisiti di accesso al contributo e le altre specifiche per accedere ai finanziamenti saranno definite dall'Agenzia per la Coesione Territoriale, la cui mission, tra l’altro, prevede la promozione dello sviluppo economico e la coesione al fine di eliminare il divario territoriale all’interno del Paese e rafforzare la capacità amministrativa della PA.